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Mostra d'arte sul tema :
Io: il mio autoritratto o la percezione di me



Levico Terme 22 ottobre 2005

Sono intervenuti:

Maddalena Primo
Renzo Luca Carrozzini
Renzo Francescotti



Da destra: Paola Conci, Carlo Stefenelli, Ai Ling Cai, Renzo Luca Carrozzini,
Maddalena Primo
, Renzo Francescotti.



La mostra d'arte, collocata all'interno di una tre giorni e volta alla conoscenza di sé, al prendersi cura della propria persona riacquistando forza, energia, gioia di vivere, all'insegna del “bene – essere”, ha visto una numerosa presenza e partecipazione.

Inaugurata dal Sindaco di Levico Terme, Dott. Carlo Stefenelli, ha avuto contributi importanti che hanno sviluppato il tema sia dal punto di vista della critica d'arte che da quello dell'introspezione psicologica.

Renzo Francescotti, scrittore, poeta e critico d'arte ha affrontato il tema dell'arte come espressione di sè e ha sottolineato come la forma più diretta della percezione di sè, non solo nella storia dell'arte, ma anche nella poesia (vedi Foscolo, Alfieri, Giovanni Prati…) sia quella dell'autoritratto. Esiste poi un' altra forma, che è quella del riconoscersi in un oggetto, in un paesaggio, in un fiore o in un animale che diventa una specie di logo, di emblema della persona. C'è in tutto questo, secondo lui, una forte componente di narcisismo, ma questo – egli afferma – è l'ossigeno di cui ogni artista, in qualunque forma d'arte si esprima, ha bisogno per sentirsi amato, confermato e apprezzato. L'artista in genere non dipinge solo per se stesso tant'è che crea le sue opere e le mette in mostra per comunicare sé o un proprio messaggio ad altri. Un terzo modo di realizzare la percezione di sé è quello più difficile, cioè rappresentare non degli oggetti o un paesaggio, ma rappresentare noi stessi psichicamente, mentalmente attraverso l'astrazione pura, farsi cioè un autoritratto mentale utilizzando degli elementi astratti non esprimibili in figurazione. E` quanto viene rappresentato dall'opera di Elena Fia Fozzer, l'unica artista di cui si sente di parlare, in quanto ritiene che un critico d'arte possa esprimersi su un artista solo se lo conosce profondamente, se con lui ha una lunga frequentazione, se con lui si confronta, magari anche litiga, in modo che il suo dire non sia scontato e banale. In secondo luogo, ritiene che Elena Fia Fozzer, senza voler far torto a nessuno, sia la più prestigiosa ed importante date le sue esperienze artistiche e i riconoscimenti avuti anche in campo internazionale. Esponente del MADI` (materialismo dialettico, corrente artistica nata nel 1946 a Buenos Aires e diffusa poi in Europa), ha usato nel passato i cromosettoriali, cioè degli elementi mobili costruiti con materiali e forme diverse, in modo che ognuno possa ricomporre il quadro a proprio piacere. Oggi usa cose apparentemente statiche, ma invece profondamente dinamiche, come questo disco che sta a rappresentare la circolarità del mondo, simbolo della cosa perfetta, conclusa in se stessa, ma che a un certo punto si spacca, si rompe con delle forme triangolari, che rappresentano qualcosa che spezza, così come l'arte gotica, basata sul triangolo esprime un senso di dolore, di sofferenza, ma nello stesso tempo uno sforzo di ascesi. Queste punte che spaccano il cerchio sono la vita che rompe i cerchi che sono perfetti, che ci tengono però anche prigionieri, ma che noi dobbiamo rompere per esprimere il meglio di noi stessi, forza, bellezza e slancio vitale. top

Maddalena Primo, psicologa e psicoterapeuta affronta il tema da un punto di vista dell'indagine psicologica. Fa riferimento ai test proiettivi, molto utilizzati nel campo della psicologia clinica, poichè sono di grande aiuto nel formulare ipotesi psico-diagnostiche. Tra i tanti test, assai numerosi e di vario genere, molto utilizzati sono quelli cosiddetti “ carta e matita” nei quali viene richiesto al paziente di disegnare liberamente un albero, la famiglia, una famiglia di animali e la figura umana. Nel disegnare, inconsciamente, la persona rappresenta elementi di sè, della sua vita, della sua storia, esprime nel disegno sentimenti, emozioni, paure, bisogni, di cui sovente non è consapevole. Nel disegno della figura umana egli rappresenta inconsciamente proprio se stesso, quindi fa il suo autoritratto dando delle indicazioni che vengono collocate dallo psicologo all'interno di un contesto più vasto di conoscenze della persona. top

Nell'analisi di un disegno, gli elementi che vengono presi in considerazione sono molti , tra questi molto importanti dal punto di vista psicologico sono gli aspetti simbolici, che hanno a che fare con lo spazio, con il colore, con il tipo di tratto, con la forma e con la dimensione .

Non crede casuale (i cinesi affermano: “ mai un fiocco di neve cade nel posto sbagliato ”) che, al momento di suddividersi le opere da analizzare dal punto di vista psicologico, ai due psicologi - Maddalena Primo e Renzo Luca Carrozzini, che, tra l'altro sono anche moglie e marito - sia venuto naturale ed istintivo scegliere, la prima le opere di sinistra, il secondo, le opere alla sua destra. Questo, dal momento che, nel simbolismo dello spazio, la sinistra rappresenta il femminile e la destra il maschile.


Hanno partecipato alla mostra le artiste: top


•  Bassi Bianca di Trento

•  Brera Marianna di Trento

•  Cai Ai Ling di Rovereto

•  Facchini Maria Antonia di Trento

•  Fia Fozzer Elena di Trento

•  Goina Ulcigrai Leda di Trento

•  Iob Rosanna di Trento

•  Marampon Foches Licia di Trento

•  Nardelli Lucia di Bolzano

•  Riviezzo Elvira di Cesena

•  Tagliaferri Carla di Roma

•  Torrents Maria del Coral di Trento



Bassi Bianca top

“Essere o non essere”

Interviene : Renzo Luca Carrozzini

Quest'opera, in teoria, dovrebbe essere....uno specchio, ma invece vi sono mille specchi piccolissimi, alcuni più grandi e altri più piccoli, forse sono questi vari microcosmi, forse siamo tutti noi, e forse è Bianca nelle sue varie situazioni. E' Bianca, ad esempio, quando ha a che fare con suo padre, è Bianca con i suoi amici, è Bianca con i suoi fratelli.... In questa circostanza è blu, oppure è rossa: la nostra personalità è, infatti, poliedrica, è come le facce di un diamante dalle tante sfaccettature, ma noi siamo pur sempre tutto il diamante. Bianca è tutto questo specchio, ma in certi momenti è più trasparente, si lascia guardare di più, appare di più, si riflette forse anche di più, in altri momenti invece è quella e quell'altra ancora. Sono raffigurati perciò i vari momenti della nostra vita, le nostre diverse sub-personalità. Noi non possiamo essere sempre uguali, e le nostre diverse personalità si spargono per l'universo.



Brera Marianna top


Interviene : Maddalena Primo


Renzo Francescotti affermava giustamente che l'artista deve essere ammalata di un po' di narcisismo, perché nel momento in cui fa l'autoritratto mette se stessa al centro. In questo quadro Marianna è al centro, è al centro con i suoi occhi: quelli sono gli occhi azzurri di Marianna. Gli occhi che sono il punto centrale, sono elemento di conoscenza, lo strumento di cui si serve Marianna per spaziare, per conoscere e per farsi conoscere (gli occhi sono lo specchio dell'anima). C'è poi tutta questa dinamicità che questa spirale richiama, aprendosi verso l'esterno, si direbbe, via via verso spazi sempre più ampi. Traspare chiaramente il desiderio di movimento, di conoscenza dell'ambiente esterno da parte dell'artista. Infatti a Marianna piace tantissimo ballare e qui si vede chiaramente un movimento circolare, quasi fosse un passo di danza. Una danza verso la vita, presentando sè stessa in modo chiaro ed inequivocabile, diretto ed immediato, non lasciando grandi dubbi ed interrogativi, con spiccato senso autoaffermativo. Quasi un gran desiderio di “essere”.



Cai
Ai Ling top

“… volare

Interviene : Maddalena Primo

Qui nuovamente si impongono gli elementi spazio e colore. Nello spazio si vede un fiore di loto, che può essere un fiore o anche un petalo che si innalza e sembra se ne stia andando, fluttuando leggero nell'azzurro che potrebbe essere acqua o cielo. La cosa interessante di questo lavoro è che esiste un punto che è un piccolo quadratino: parrebbe rappresentare l'Io, un Io fermo, fisso che, tuttavia, nel contempo ha la possibilità di innalzarsi, di andare verso l'alto. L'alto nel simbolismo dello spazio rappresenta la spiritualità. Un desiderio di elevazione o, meglio, una spiritualità che sicuramente fa parte dell'identità dell'artista. Quindi esiste un elemento di concretezza, che però è una concretezza accennata e non imposta. Si vede come il quadrato sia appena abbozzato, però c'è, come a dire: “Io ci sono e sono lì, però nel contempo io non ci sono e sono andata da un'altra parte.” Forse Ai Ling può essere proprio così.

Renzo Luca Carrozzini interviene aggiungendo che secondo lui si sente una musica dentro il quadro, perché la levità del petalo dipinto gli richiama la musica cinese delicata, leggera e raffinata come il suono di campanellini. In questo quadro il punto bianco forse rappresenta la Cina dove lei è nata, o sua madre, un “punto fermo”: il suo io è lì, ma questo petalo gira per il mondo con il desiderio ma forse anche con la paura di allontanarsi da esso.


Facchini Maria Antonia top

Interviene : Renzo Luca Carrozzini

Anche in questa bell'opera si riscontrano molte ambivalenze: desideri e paure che si rincorrono. Vi è una figura umana che pare emergere da un misterioso liquido vitale, amniotico, cosmico, da stravaganti nebbie, una figura che pare emergere dalla vita, ma una figura che può anche immergersi nelle nebbie, nel liquido e nella vita. Quando abbiamo presentato il quadro di Rosanna Iob la didascalia creata dall'artista diceva: “… e dolcemente affondo nella vita familiare ”. Anche in quel caso era presente un'analoga ambivalenza: l'opera poteva rappresentare un'immersione, ma anche un'emersioni. Nel quadro di Maria Antonia, l'artista si immerge nel liquido, ma ha paura di svanirvici dentro, di diventare evanescente. Si può notare, infatti, il tratto leggero, filiforme (sappiamo cosa questo significhi dopo l'incontro avuto con la grafologa Silvana Bernardini), la delicatezza, la sensibilità, però nel quadro c'è anche il contemporaneo desiderio di emergere, di venir fuori, direi di fiorire e sbocciare alla vita. Per ora la parte che esce è la parte della testa, la razionalità, dunque. Pare che, razionalmente, l'artista desideri emergere, emotivamente però il corpo, le viscere, l'istintualità è ancora sotto la superficie. E' questa, credo da psicologo, la parte migliore, quella più autentica, la parte irrazionale di Maria Antonia che deve ancora emergere: là c'è la vitalità che deve ancora esplodere.

Interviene Maddalena Primo la quale fa notare come anche lo sguardo della figura rappresentata non guardi ancora in avanti, ma verso sinistra, quindi verso la femminilità e il passato.



Fia Fozzer Elena top

Interviene : Renzo Luca Carrozzini

Ci troviamo di fronte alla perfezione, alla perfezione che non esiste: ecco un altro paradosso. La perfezione non esistere, ma in questa opera la possiamo vedere e toccare attraverso....l'imperfezione. Pare di osservare la quadratura del cerchio. C'è un cerchio, infatti, una linea rotonda, che indica la perfezione, ma c'è anche il quadrato che di per sé sarebbe anch'esso perfetto (lati, angoli e diagonali tutte uguali). Questo quadrato, però, è coperto e finisce verso l'alto con una punta che pare indicare che possiamo anche noi tendere, ambire alla perfezione, anche noi possiamo avere questa voglia, questa energia di raggiungere la perfezione nella vita, sapendo che non è evidentemente facile, perchè ci sono delle punte, dei cunei e delle frecce, ci sono delle forme triangolari che ci provocano dolore e sofferenza. Questa, ad esempio, è una punta che ci spezza, ma a volte quello che ci penetra ci fa anche riflettere. E' questo che ci fa raggiungere il quadrato: la realtà, la concretezza uscendo dalla fantasia, dal mondo delle idealità in cui spesso è troppo facile nascondersi. Quindi qui io trovo questa perfezione. Un cerchio spezzato ed un quadrato spezzato: due perfezioni mancate e da questo fallimento nasce una nuova perfezione.

Interviene Maddalena Primo: è importante il simbolismo delle forme. Abbiamo qui chiaramente un femminile e un maschile. Io colgo un'ambivalenza nel senso che il femminile può essere visto come ferito dal maschile come pure il femminile può essere un femminile che si apre al maschile. Se noi esaminiamo il cerchio con questo taglio che è un simbolo fallico vediamo rappresentato un femminile che può aprirsi al maschile, ma anche un femminile che può essere ferito dal maschile. Non sappiamo se il taglio è ferita o se il taglio è visto come apertura di rapporto, di relazione. C'è un ambivalenza.

Interviene Renzo Francescotti: il triangolo sottostante indica penetrazione e quello rivolto verso l'alto indica espansione, trascendenza. C'è poi un discorso molto interessante dello spettro dei colori che parte dal viola in basso che va progressivamente nel verde e che diventa luminoso in alto.



Goina Ulcigrai
Leda top

Nostalgia

 


Interviene : Maddalena Primo


Le due figure sono lievemente spostate verso sinistra, sinistra che, dal punto di vista simbolico indica l'elemento femminile; è l'elemento che ci lega al passato, è anche il materno. Ci sono delle leggere pennellate che creano un movimento circolare che potrebbe richiamare le rotondità del grembo materno, dell'utero. E' inoltre facile intuire e intravedere l'elemento acqua, attraverso il colore azzurro molto sfumato, tenue: acqua come liquido primordiale, come liquido amniotico. Il simbolismo materno viene qui rappresentato con una straordinaria dolcezza. È intenso, ma nello stesso tempo dolce, quasi appena accennato attraverso il tratto e la pennellata, e il titolo “nostalgia” si addice perfettamente a quest'opera delicata. È il passato perché è una maternità che l'artista ha vissuto. Procedendo negli anni, ci accade di pensare al passato non solo con un vissuto di nostalgia, ma andiamo a recuperare ricordi e frammenti del passato come se sentissimo che il nostro futuro si abbrevia, si accorcia e quindi abbiamo più bisogno di rimanere ancorati al passato, che è la parte della nostra vita più lunga e più densa di avvenimenti.

Interviene Renzo Luca Carrozzini: proprio perché si accorcia questo spazio di tempo, c'è bisogno di maggior forza per affrontare questa parte che ci rimane di percorso di vita quindi di recuperare la femminilità e la mascolinità entrambi presenti nella persona. La donna deve recuperare questi due aspetti, così come l'uomo, di cui ha bisogno, mascolinità raffigurata sulla destra, la destra è il futuro, la forza, il domani.



Iob Rosanna
top

“… e dolcemente affondo nella vita familiare


Interviene : Maddalena Primo


Se noi esaminiamo l'opera innanzitutto osservando spazio e dimensioni, cogliamo immediatamente come questa auto-rappresentazione sia ben centrata nello spazio. Le dimensioni sono importanti, la rappresentazione di sé si impone. Le forme sono molto armoniose, sembra di intravvedere persino la linea sinuosa di un corpo di donna; il femminile è rappresentato in modo pieno e gustoso, gustosità che ha a che fare con la dolcezza e la morbidezza. Sul fondo della coppa di cristallo c'è una crema pasticcera e il frutto è completo, c'è finanche una foglia, di un bel verde brillante, che si innalza verso l'alto. E` un'espressione molto piena che appaga tutti i sensi: la vista, con questi colori nitidi e luminosi, appaga anche, a livello di immaginario, il gusto. Anche il senso del tatto è soddisfatto, poichè sembra proprio di poterlo toccare, di sentirne sotto le dita la morbidezza, la pastosità, la freschezza. Ma l'elemento interessante di questo lavoro è che l'artista non si è accontentata di raffigurare questa cosa gustosa, ma ha messo sotto, nella cornice, dei cucchiaini veri, reali, quindi un elemento concreto che può essere toccato, preso in mano, indice di una persona con i piedi ben piantati per terra. Non è quindi solo astrazione, ma è concretezza, è realtà.



Marampon Foches Licia top

Interviene : Renzo Luca Carrozzini

Tra i vari test che gli psicologi propongono c'è anche quello del vaso. Come si propone? Ad una persona in stato di rilassamento si dice di immaginare un vaso e descrivere come lo vede, dove lo pone… Il vaso è il simbolo della femminilità. Questo quadro è il simbolo della femminilità (è Licia!). Questa tinta rosa nella simbologia è il colore della delicatezza, della purezza e della serenità (Carrozzini invita a pensare alle nuvole rosa). L'artista con questa rosa di color rosa, molto aperta, molto fiorita, con i petali che quasi cominciano a cadere, forse vuole indicare e rappresentare la vita che si è aperta. Nel vaso, che è simbolo di femminilità, nel vaso riempito d'acqua (elemento fondamentale per la vita), il gambo di questa rosa trae il suo nutrimento (e se vogliamo il gambo della rosa è di nuovo la mascolinità e il vaso la femminilità). Qui la femminilità è a tutto tondo, disposta in maniera molto armonica. Da un punto di vista psicologico, Carrozzini, dentro il quadro vede l'armonia.



Nardelli Lucia top

Interviene : Renzo Luca Carrozzini

Appare immediatamente uno sfondo sul nero e un colore arancione. Il nero (l'artista tra l'altro in questo momento è vestita di nero) nella simbologia rappresenta l'assoluto. Si dice “ è gradito l'abito scuro ” per indicare il massimo dell'eleganza. Ma il nero è il massimo di tutto: ad esempio il diavolo è vestito di nero, ha tutti i peli neri, la morte è nera. Quindi il nero rappresenta anche il massimo della forza (pensate alle camicie nere e agli eserciti nazisti tutti vestiti di nero). Il nero è il massimo della forza e dell'autorevolezza. Su questo nero, massimo di energia, di forza e, forse, di desiderio, ma anche di paura di affrontare, su questo massimo di energia e di forza, l'artista dipinge il suo autoritratto in arancione, che simboleggia l'attività, la voglia di fare. C'è forse un desiderio di fare, ma anche la paura di strafare, di dare troppo di sé e quindi l'artista si contiene un po', si frena in certi momenti, non è espansiva, non va ad affrontare il cosmo resta un po' nel suo mondo, forse per questa paura di affrontare l'universo.

Interviene Elena Fia Fozzer: io vedo questo autoritratto da un punto di vista artistico, non psicologico: questo è un negativo e quindi il prossimo passo sarà un positivo. L'artista può farlo o non farlo, chissà!



Riviezzo Elvira top

“Come se…”

Interviene : Renzo Luca Carrozzini


Il quadro rappresenta la biblioteca Malatestiana. Ogni quadro è un sogno, la poesia è un sogno, la musica è un sogno e nel sogno ritroviamo sempre i nostri desideri e le nostre paure, nei sogni ci sono le nostre aspettative, ma anche i nostri timori. Se quest'opera fosse un sogno, direi che l'artista ha sognato una finestra, che da un lato può circoscrivere e chiudere la stanza stessa (la finestra ha un graticcio che sembra imporre una decisa chiusura), ma questa finestra si spalanca anche su orizzonti meravigliosi. Aldilà di questa finestra noi vediamo il bianco, la luce, e il bianco nella simbologia dei colori, è il colore del cambiamento. Carrozzini invita tutti a pensare all'abito bianco della sposa che, in effetti, indica un cambiamento, perché il matrimonio è un momento importante di cambiamento per la donna (un passaggio da ragazza a donna). E analogamente invita a pensare all'abito bianco del battesimo, ed anche il battesimo indica il passaggio dalla situazione di peccato originale, allo stato di purezza e di grazia. Nel quadro, inoltre, c'è una parte dipinta in marrone, che rappresenta il legno, il calore, il focolare domestico, l'ambiente familiare. Un quadro caldo, luminoso, ricco di aspettative di cambiamento, di luce.



Tagliaferri Carla top

Interviene : Renzo Luca Carrozzini

Straordinario: ci troviamo di fronte ad un arcobaleno! Se finora abbiamo ragionato sulla simbologia del colore bianco e del blu, in questo quadro abbiamo tutti i colori (e del resto anche l'artista è vestita con un abito coloratissimo), e ciò simboleggia la vitalità, la gioia, l'energia, ma anche la pacificazione. In quest'opera si passa dal profondo blu, quel blu origine della nostra vita, all'azzurrino, un colore più rasserenante, più riposante. Poi si perviene ad un verde che rappresenta, invece, la forza dell'Io. Il verde, infatti, è il colore delle divise di tutti gli eserciti, è segno di forza. I medici stessi, quando entrano in sala operatoria, si vestono di verde. Noi non ci pensiamo, noi “non lo sappiamo”, ma nel nostro inconscio c'è tutto questo, fa parte di quello che Jung chiamava l'” inconscio collettivo ”. Infatti, se chiediamo ad un bambino di 5 – 6 anni di rappresentarci la forza, quasi sicuramente userà un colore verde. Noi adulti invece no, abbiamo troppe resistenze, troppe paure di lasciarci andare. Orbene, dopo il verde c'è l'azzurro ancora più azzurro di quello precedente e questo colore rappresenta la serenità più totale. Poi c'è il colore del sole, il giallo ed il giallo, si dice (Goethe), scioglie ogni tensione. Poi l'arancione, il colore dell'attività, del lavoro (pensate agli stradini che hanno tutti una divisa color arancione) e poi c'è il rosso un po' scuro, che indica l'attività energetica, il sangue, la sessualità, la rivoluzione (pensiamo alle bandiere rosse). Poi, di nuovo, esce l'azzurro, la pacificazione e il verde con la sua forza. In questo paesaggio meraviglioso, dunque, in questo paesaggio che potrebbe essere Venezia, ma anche una città esotica o araba con i suoi minareti, un paesaggio che rappresenta la vita del nostro pianeta, è in realtà rappresentata tutta la personalità dell'artista.



Torrents Maria del Coral top

“Io, nel cosmo”

Interviene : Renzo Luca Carrozzini


Carrozzini esordisce affermando che, nell'opera della Coral Torrents, la caratteristica psicologica che balza immediatamente è sicuramente il colore blu, colore che rappresenta simbolicamente lo stato profondo della calma. In psicologia, si parla anche del colore “blu Madonna”, perché questo colore richiama il manto della Madonna stessa, il colore del cielo, del cosmo. Un colore, questo, che simboleggia il mantello della Madonna che abbraccia il cosmo intero, l'universo, un colore che richiama il caos universale dal quale nasce la vita. Ma la vita può nascere sia attraverso la conchiglia adagiata nel profondo del mare (blu), sia dagli spazi siderali (anch'essi blu). Un altro elemento molto significativo di quest'opera è il taglio netto che separa le due parti del quadro. Un taglio molto intrigante, un taglio che pare uscire dal quadro, correre verso l'infinito, verso l'universo che è infinito perché la vita e la creatività sono infinite. Un quadro che rappresenta l'infinito, il cosmo, ma anche l'individuo e l'individualità, perchè ogni essere umano è un infinito, è un microcosmo ed il mondo è fatto di infiniti microcosmi. C'è, dunque, in questo quadro il desiderio e la paura di perdersi nel cosmo.



Sono intervenuti :

MADDALENA PRIMO, Psicologa e Psicoterapeuta
top

Si laurea in psicologia clinica a Padova nel 1981. Si specializza in sessuologia ed in psicoterapia. Ha insegnato l'arte della psicoterapia a Padova per più di dieci anni in uno dei centri nazionali più qualificati. E' socia fondatrice di alcune scuole di specializzazione in psicoterapia ed è' autrice di numerosi articoli e saggi su riviste scientifiche. Svolge l'attività di psicoterapeuta quale libera professionista a Trento. Recentemente ha pubblicato il libro “Schegge di vita” (2004). Attualmente ha alle stampe una raccolta di poesie dal titolo “A carte con la vita”.


RENZO LUCA CARROZZINI, Psicologo e Psicoterapeuta
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Si laurea in sociologia a Trento nel 1968 ed in psicologia clinica a Padova nel 1981. E' psicoterapeuta ed è stato, per anni, docente in un'importante scuola italiana di psicoterapia con sede a Padova. Socio fondatore di alcune scuole di psicoterapia, ha conseguito diverse specializzazioni in campo psicologico ed il Ph. D. in Human Behavior presso “ La Jolla University ” di S. Diego (California). Ha al suo attivo numerose pubblicazioni scientifiche ed è autore di: “Nascere Oggi” (1988), “Manuale di musicoterapia immaginativa” (1992), “Il fenomeno mobbing” (2001), e “Nuove tecnologie e disturbi psicosomatici” (2003). Attualmente svolge l'attività di libero professionista a Trento.


RENZO FRANCESCOTTI, Scrittore, Poeta e Critico d'artetop

Trentino, è scrittore dai molti registri e interessi letterari.
Ha al suo attivo una cinquantina di libri di poesia in italiano e dialetto trentino, di narrativa, saggistica letteraria, storica e artistica.

Ha vinto importanti premi per libri di poesia, quattro dei quali sono stati tradotti all'estero (in U.S.A. Messico, Romania).

La critica nazionale lo ha definito il maggior poeta trentino in lingua e dialetto e, come poeta dialettale, lo ha annoverato tra i maggiori attualmente in Italia. Sue poesie sono incluse in importanti antologie come quelle edite dalla Garzanti nel 1991 e 2001, accanto ai maggiori poeti italiani.

Da trent' anni si è dedicato alla critica d'arte, organizzando e presentando mostre nazionali e anche internazionali (come quelle a Palazzo Trentini a Trento), pubblicando una ventina tra monografie e cataloghi d'arte.

 




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